3 aprile 2018

Di che colore?


Gara tra gruppi di genitori: alla domanda "di che colore è il pavimento di questa palestra", l'altra squadra risponde correttamente "blu". 

"Cosa avreste risposto voi?" ci chiede la tata che conduce il gioco.
Il papà consultato guarda il pavimento, allarga le braccia e risponde "blu".
"La risposta giusta" ci informa la tata "sarebbe stata verde acqua, ma la accettiamo ugualmente".
I papà delle due squadre si guardano attoniti, ma per fortuna è un argomento che ho già trattato, e conosco la soluzione.
"Siamo uomini" segnalo "per noi, questo è blu".
Nessuno trova da obiettare sul limite cromatico maschile, e il gioco continua.

27 giugno 2016

Dentro

Durante l'evento organizzato dal comune (una lettura all'aperto per bambini), mi avvicino al banchetto delle bibite: aspetto che il padre del bimbo prima termini di riempire il suo bicchiere, poi prendo la bottiglia d'acqua e la verso a Lucrezia. 

In quel momento mi accorgo del suo badge: non era affatto il padre, ma il volontario incaricato della gestione del banchetto.
"Mi scusi" gli dico "pensavo fosse un padre".
Mi sorride "Eh, sono ancora giovane..."
Sorrido anch'io, da buon anziano comprensivo.

"Complimenti per la maglietta!" mi fa.
Abbasso lo sguardo: è una maglietta con il simbolo della ribellione di Guerre stellari, mi ero quasi scordato di averla indossata.
"Grazie" gli rispondo "non tutti apprezzano."
Poi, mi allontano sorridendo, battendo le mani sulla maglietta "Giovane! ...sono giovane dentro!".

6 dicembre 2015

Lucrezia ama dipingere






Per un progetto natalizio scolastico, 
i genitori erano chiamati a produrre un piccolo racconto sulle emozioni: 
raccolti insieme, i racconti andranno poi a comporre un piccolo librettino per tutti i bambini.

Ecco il nostro racconto!



Lucrezia ama dipingere.

Lucrezia ama dipingere:
sceglie i colori con fantasia
e li sparge su un foglio già disegnato,
creando nuove ed inaspettate immagini.

Lucrezia, ama dipingere.


Lucrezia corre felice:
scalcia le foglie autunnali per terra,
conquista il pallone senza fermarsi,
e inventa nuovi giochi da fare correndo.

Lucrezia, corre felice.


Lucrezia si tuffa con gioia:
raggiunge gli amici già in acqua,
si immerge completamente giocando,
e nuota felice come un piccolo pesciolino.

Lucrezia, si tuffa con gioia.


Lucrezia prende in mano il pennello,
e decide di dipingere tutte queste belle emozioni.
Immerge il pennello nel verde, nel blu e poi nel rosso:
verrà fuori un disegno bellissimo!

Lucrezia, ama dipingere.

14 ottobre 2015

Vaccini

La vita ti porta a compiere scelte, talvolta inaspettate.
Come il dover mettere in discussione la possibilità di vaccinare tua figlia, cosa che non mi sarei mai aspettato di dover fare.
Però talvolta sei obbligato a porre in dubbio le certezze, e in qualche modo verificarle.

Per noi l'occasione è arrivata quando è stata ora di vaccinare Lucrezia:
una persona per la quale nutrivamo stima, e che era stata importante in tutta la fase di attesa e preparazione del parto, ci mise in guardia sulla pericolosità dei vaccini.
I vaccini, ci disse, possono provocare autismo.

L'informazione, che dovevamo prendere seriamente, visto che arrivava da una persona che stimavamo, mi prese in contropiede.
Può fare sorridere, ma fino a quel momento ero un po' all'oscuro di queste argomentazioni contro i vaccini: non ricordo che la discussione fosse all'epoca così accesa, e impossibile da ignorare come lo è ora.
O forse non aveva mai attirato la mia attenzione.


Una delle poche cose che ricordavo "contro i vaccini", era all'interno di uno spettacolo di Grillo, al quale avevamo assistito prima che entrasse in politica, dove veniva ridotta di molto l'importanza dei vaccini.
Secondo la teoria proposta, i vaccini sostanzialmente non servivano a nulla, perché tutte le malattie "teoricamente" debellate con loro, avevano in realtà semplicemente esaurito il loro ciclo vitale.
Ricordo di avere classificato l'informazione come una potenziale vaccata, magari da approfondire a tempo perso, ed il discorso per me era morto lì.
Grillo non era per me una fonte affidabile per questioni mediche.


Un altro ricordo "contro i vaccini", era legato ad una lettura nella sala d'attesa del dottore: nella sezione "posta" di un settimanale generico (una roba tipo "Gente", o simili) un medico rispondeva alle domande poste dai lettori.
Attirò la mia attenzione la lettera del genitore di un bimbo autistico, che lamentava come la condizione del figlio fosse legata proprio ai vaccini. Il medico, con molta comprensione, gli spiegò che non era vero.
Anche questa informazione fu archiviata e dimenticata tra le cose non utili: l'impressione che mi rimase fu che semplicemente un genitore, aveva trovato una valvola di sfogo per il suo dolore, e contro il dolore cosa vuoi fare?
Trovare un colpevole per la condizione di suo figlio lo faceva stare meglio?
Buon per lui: quel genitore aveva tutta la mia comprensione, ma l'attacco contro i vaccini mi sembrò una stupidaggine, e così lo archiviai nei miei ricordi.


Ora, anni dopo, le cose erano cambiate: io e Nym dovevamo tenere seriamente in considerazione l'informazione dell'autismo legato ai vaccini, arrivata da una persona che era per noi importante e assolutamente affidabile, e prendere insieme la decisione giusta.
Cioè, se vaccinare o meno Lucrezia.

Era una decisione molto importante, e sentivamo di non avere tutte le conoscenze e le informazioni necessarie per fare la scelta giusta.
Nym aveva i contatti con le persone che ci spingevano a non vaccinare, e quindi le chiesi se potevano inviarci i link di articoli che trattassero l'argomento.
Nym li chiese e ce li mandarono nell'arco di pochi minuti.

Lessi in maniera approfondita tutti gli articoli inviati, che ritraevano una situazione a dir poco preoccupante, che aumentò il nostro disagio verso la scelta che dovevamo compiere.

Ma non avevamo ancora finito: gli articoli servivano anche per trovare parole chiave di ricerca.

Ed il nome del medico che aveva proposto la correlazione tra autismo e vaccini era perfetto come inizio di ricerca.
Cercai con Google tutte le parole chiave dell'articolo, trovando una versione diversa della storia raccontata dagli articoli che ci erano stati segnalati.
Non entrerò nel dettaglio, ma semplicemente trovai su siti che trovavo molto affidabili, informazioni nettamente diverse.

Ma questo è il problema di internet: trovi tutto, ed il contrario di tutto.
Poi, se devi decidere tu e magari non hai le competenze per farlo, talvolta scegli di pancia.

Ecco, noi a quel punto avevamo praticamente già deciso cosa fare, ma serviva una argomentazione oggettiva per poterlo concretizzare.

Tornai sugli articoli "anti vaccinisti" proposti, ed andai sulla pagina iniziale dei siti che li ospitavano: fu imbarazzante.
Gli stessi siti, proponevano anche argomentazioni su scie chimiche, controllo climatico, signoraggio e via dicendo - ad minchiam.
Lo riportai a Nym, che fece le stesse verifiche e trasse le stesse conclusioni.
"Perché non ci sono siti seri che ne parlano?" si chiese ad alta voce.

Non c'era bisogno di risposta, e del resto avevamo già deciso.
Deciso di non cambiare idea.

E così abbiamo portato Lucrezia a vaccinarsi, certi di stare facendo la cosa migliore per lei.

L'articolo, così come l'avevo ideato originalmente (prima che la "Maledizione delle bozze" lo intrappolasse all'interno del mio cervello per circa un paio di anni) terminava così, con una nota umoristica circa il fatto che alla fine anche i siti complottisti servivano a qualcosa.
C'era anche la nota divertente di Nym che, dopo gli eventi raccontati, poi avrebbe quotidianamente combattuto su Facebook con anti-vaccinisti e complottisti di ogni genere, al punto che mi toccava delle volte trattenere la sua ira funesta.
Un finale in qualche modo buffo, insomma.

Però le circostanze attuali (un bimbo troppo piccolo per essere vaccinato, morto per pertosse, per una maledetta stupida malattia teoricamente debellata dalle nostre parti da tanti anni, ma che l'ha raggiunto perché non protetto dall'immunità di gregge, a causa di una fin troppo diffusa non vaccinazione) non riescono a farmelo trovare più divertente.

Così mi sono forzato a scrivere questo articolo , concretizzandolo finalmente, perché è importante che il messaggio arrivi e si diffonda il più possibile: vaccinare i vostri bambini è una dimostrazione di affetto per loro, e per chi non lo può fare.
Chiunque vi dica il contrario sbaglia, e fa disinformazione.
Ed è stato quello, e nient'altro, ad uccidere quel povero bambino.

4 settembre 2015

Caffè tecnologico

Occupa tre posti sul bancone del bar: ha appoggiato il suo iPad in piedi sul banco, e sta contemporaneamente telefonando con il cellulare. Il braccio, teso a prendere la bustina dello zucchero, impiega parecchio più tempo del dovuto a svolgere l'azione, essendo concentrata tutta l'attenzione sulla tecnologia.

Non mi fa simpatia.
Ma mi dico: sarà qualcosa di importante. Sarà lavoro.

Naturalmente è Facebook, che non ha potuto sospendere neppure per il tempo di un caffè: faccio tempo a scorgere il primo piano di un sedere femminile in costume da bagno, prima che cambi velocemente pagina.

Nel frattempo ha conquistato la bustina dello zucchero, così mi posiziono di fianco sul posto reso libero.
Ordino il caffè, e riprendo Lucrezia (dietro di lui) che ha preso un Duplo senza chiedermene il permesso.

Il tipo mette giù il telefono, si volta a guardare Lucrezia e si gira verso di me sorridendo: "Sono tutti così...", mi dice.

E' inutile: non mi fa simpatia.
"Sì", gli rispondo "SIAMO tutti così."

La conversazione si conclude così: finisce in fretta il caffè e si allontana salutando il barista. Lo osservo allontanarsi, avvicinando la tazzina alle labbra.

Sarò stato eccessivo, nei suoi confronti?
Forse sì, forse no.

Mi giro verso Lucrezia: "Dammi quel Duplo, vala'" le dico, avvicinandomi verso la cassa.
"Grazie papà!" mi risponde sorridendo.

Sorrido anch'io.
Chissà, se siamo davvero tutti così.

31 luglio 2015

Aguzzate la vista

Le due immagini, apparentemente identiche, differiscono in realtà tra di loro per 21 piccoli particolari.
Siete in grado di identificarli?